Tour Operator per Egitto e Medio Oriente
 
 
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Libia - 9 giorni Libia Gran Tour
Libia - 13 giorni  

 



DOCUMENTI
Per entrare in Libia occorre il passaporto valido per un periodo non inferiore a sei mesi dalla data di uscita dal Paese e privo del visto israeliano.

MONETA
La moneta della Libia è il dinaro libico (DL). 1 euro = 1,64 DL; 1 USD = 1,40 DL. Conviene pertanto portare con sè gli euro, facilmente convertibili presso le banche (aperte dal sabato al giovedì con orario 8-14) e spendibili direttamente anche nei negozi più frequentati dai turisti. Alcuni commercianti si rifiutano perfino di accettare dollari americani in quanto il cambio è molto sfavorevole. Le carte di credito internazionali sono utilizzabili solo negli hotel principali presso i quali si può anche cambiare quando le banche sono chiuse.

VACCINAZIONI E MEDICINALI
Per entrare in Libia non è obbligatoria alcuna vaccinazione; è richiesta la vaccinazione contro la febbre gialla solo per i viaggiatori provenienti da zone infette. Sono consigliate le vaccinazioni antitifica e quelle contro l'epatite A e B. Rischio malarico, molto limitato, esiste da febbraio a fine agosto in due piccoli focolai a sud ovest del Paese; non si ritiene necessaria alcuna profilassi. E' necessaria particolare cura igienica durante tutta la permanenza: bere acqua di bottiglia senza ghiaccio al fine di evitare spiacevoli diarree, non mangiare verdura cruda, sbucciare la frutta. Si consiglia di procurarsi prima della partenza i medicinali ad uso personale, difficili da reperire sul posto, e di munirsi - a titolo precauzionale - di pillole, anti influenzali e per disturbi gastro-intestinali.

CLIMA
Il clima è aridissimo, caratterizzato da forti escursioni termiche, venti caldi e secchi che soffiano dal deserto e rare piogge invernali lungo la costa che non superano i 100 mm verso la fine di dicembre. L'estate è molto calda: lungo il litorale, dove il tasso di umidità può essere molto alto, si raggiungono i 30° C mentre a sud si può arrivare anche a 50° C. In inverno le medie diurne sono di 20°-25° C di massima e le notturne di 5°-6° C di minima con punte di 0° C in dicembre e gennaio. Nei mesi primaverili (marzo-aprile), soffia il ghibli un vento caldo e secco.

ABBIGLIAMENTO
Si consiglia un abbigliamento sportivo, con abiti pratici e scarpe molto comode. Durante la stagione autunnale, per le mattine e le serate che possono essere fresche, prevedere indumenti più pesanti e possibilmente una giacca a vento di piumino. Si consiglia anche un impermeabile da portare con sé in caso di maltempo nel corso delle visite archeologiche. Per chi effettuerà l'escursione nel deserto non dimenticare: cappello, occhiali da sole, creme solari ad alta protezione, repellente contro gli insetti, crema idratante, burrocacao per labbra, torcia elettrica con batterie di ricambio e borraccia. La Libia è un paese musulmano e quindi è bene evitare vestiti troppo scollati e succinti per le donne. Agli uomini consigliamo pantaloni lunghi e di evitare le canottiere.

FUSO ORARIO
Quando in Italia c'è l'ora legale in Libia l'ora è la stessa, invece quando in Italia c'è l'ora solare in Libia si ha un ora in più (se in Italia sono le 12 in Libia sono le 13).

TELEFONO
Per telefonare dall'Italia in Libia è necessario comporre lo 00218 seguito dal prefisso della località senza lo zero e dal numero dell'abbonato. Per chiamare l'Italia dalla Libia bisogna invece comporre lo 0039 seguito dal numero dell'abbonato Non si può telefonare dalle cabine pubbliche, è necessario sempre chiamare tramite operatore: basta dargli un bigliettino con scritto il numero che volete chiamare e attendere la linea. Poiché non è così facile ricevere la linea, è bene avere un po' di pazienza; in particolare, è difficile telefonare dal sud-est del Paese e, in occasione di forte vento o di tempeste di sabbia, è praticamente impossibile riuscire a comunicare. I telefoni cellulari GSM sono operativi solo nella zona di Tripoli e delle maggiori città.

ACQUISTI
In pieno deserto non c'è molto da comprare. Tuttavia nella Regione dei Laghi è possibile imbattersi in villaggi Tuareg appositamente allestiti per i turisti, dove si possono comprare souvenir come collane e bracciali tuareg, coltellini, scacciamosche del deserto, e altri oggetti del luogo. I souvenir più gettonati rimangono comunque quelli "naturali", come i fossili del deserto, le pietre e i resti di macine, che si scovano tra le dune durante le traversate. La tappa a Tripoli, la capitale, consente invece di fare un giro alla Medina, la città vecchia, dove ogni mattina si svolge il movimentato mercato. Tra gli innumerevoli banchi si trova di tutto. Per un souvenir gastronomico, vale la pena portarsi a casa i dolcissimi datteri, una bustina di menta (per preparare il tè del deserto) e le coloratissime spezie.

LINGUA
La lingua ufficiale è l'arabo. Nei rapporti internazionali è utilizzato l'inglese mentre al sud e nelle regioni desertiche è facile trovare chi parla francese; parte della popolazione anziana comprende ancora l'italiano. Alcuni gruppi berberi usano il loro dialetto e i Tuareg parlano arabo e tifinagh.

CUCINA
La cucina libica è decisamente semplice e non così varia: minestre (chorba) a base di carne e verdure, couscous, riso, pollo o montone serviti con verdure bollite o insalata. Lungo la costa è possibile mangiare buon pesce. Come bevande, spremute di frutta o acqua minerale mentre gli alcolici sono proibiti (esiste una birra senza alcol). In generale la cucina dei grandi alberghi è di tipo internazionale. Durante le escursioni nel deserto le principali organizzazioni turistiche affiancano agli autisti dei cuochi in grado di preparare una cucina semplice e appetitosa. Il pane è sempre ottimo, costa pochissimo e, se conservato correttamente, può durare anche una settimana.

ELETTRICITA'
La corrente è a 220 volt quasi ovunque e vengono usate prese rotonde o quadrate a doppio o triplo ingresso. Si consiglia comunque di portare con sè un adattatore, poiché talvolta le prese sono di tipo americano.

FOTOGRAFIA
Chiedere sempre il permesso prima di fotografare qualcuno, soprattutto le donne, e non fotografare potenziali obiettivi strategici.

E' BENE SAPERE
Le manifestazioni di affetto tra uomini e donne, anche sposati, sono disapprovate. Durante il Ramadan è bene non mangiare, bere e fumare in pubblico durante le ore diurne. Ricordate inoltre che non si mangia, non ci si serve né si saluta con la mano sinistra. Nel deserto libico è importante sapere che esiste una norma di comportamento fondamentale: chi nota delle persone o un automezzo qualsiasi è obbligato a dirigersi verso di loro anche in assenza di qualsiasi tipo di segnale. Attenetevi quindi a questa norma e non cercate di eluderla perché un tale comportamento potrebbe essere male interpretato soprattutto nel caso in cui il veicolo incrociato risultasse appartenere a qualche pattuglia in giro per controlli.

BAGAGLIO
Si consiglia un bagaglio costituito da sacche e valige morbide possibilmente impermeabili, e non da valigie rigide, perché di maggiore ingombro per la sistemazione sui mezzi di trasporto. Il bagaglio deve essere strettamente limitato a 15 kg per persona. Si consiglia di portare con sé anche una piccola borsa o uno zainetto per le necessità giornaliere e per le passeggiate e/o visite a piedi.

MANCE
Le mance sono ben accette da tutti. Non è abitudine fare elemosina o regali. Raccomandiamo di non offrire caramelle, biro o altro che potrebbero offendere le persone.


SRT CONSIGLIA….al momento della partenza portate con voi tanto entusiasmo, spirito di adattamento e di avventura e un po' di pazienza di fronte ad eventuali piccoli imprevisti. Sebbene in ogni destinazione i nostri corrispondenti, guide e accompagnatori, si adoperano affinché il viaggio sia il più confortevole possibile può succedere che le strutture ricettive e i servizi non sono sempre come si vorrebbe. BUON VIAGGIO!




CENNI GENERALI

Esclusa per anni dai circuiti turistici, la Libia offre al viaggiatore curioso un paese "vergine", ricco di attrattive archeologiche e di paesaggi incontaminati. Gli amanti del deserto potranno percorrere una delle regioni più affascinanti del Sahara che conserva le memorie di un passato remoto ricco di suggestioni: migliaia di pitture costituiscono una dei più grandi musei a cielo aperto del mondo mentre tutt'intorno rocce erose dal tempo ed enormi dune di sabbia dorata ci avvolgono nel caldo abbraccio dell'Africa.

LA GEOGRAFIA
Il territorio libico, chiuso entro confini rettilinei politici ma non morfologici, confina a N con il Mar Mediterraneo (900 km), a O con Algeria e Tunisia, a S con il Ciad e il Niger, a S-E con il Sudan e a E con l'Egitto. Il Paese è in gran parte occupato dal Sahara. Sabbioso o ghiaioso a est (deserto Calanscio), arido e roccioso a sud- ovest (Murzuk e Ubari), desertico nel Fezzan, solo lungo la costa mediterranea presenta rilievi collinari (Jebel Akhdar) e brevi, fertili pianure (pianura di Jefara). All'estremo sud si innalzano i monti Tibesti (3000 m) e l'altopiano del Tassili (1000 m). In Libia non vi sono fiumi permanenti, ma solamente uadi a carattere stagionale. All'interno compaiono alcune oasi: quelle di Kufra e di Sebha sono le maggiori

LA STORIA
In epoca storica, intorno al 1000 a. C., i Fenici sbarcarono sulle coste libiche fondando Sabratha, Oea (Tripoli), Leptis Magna, Macomades-Euphranta e Charax. Più tardi, nel 630 a.C., giunsero i Greci che fondarono Cirene e altre città nella regione che prese il nome di Cirenaica ed ebbe un fiorente sviluppo fino all'arrivo dei Romani a seguito della distruzione di Cartagine. Durante la Dominazione romana la regione prosperò e si svilupparono centri periferici come Leptis Magna, città che darà a Roma addirittura un imperatore, Settimio Severo (193 d.C.). Invasa dai Vandali e più tardi soggetta al dominio bizantino, nel VII sec. anche Tripoli fu conquistata dai musulmani. Fonte di arricchimento furono le attività illecite dei pirati che per secoli furono il terrore delle navi europee che navigavano nel Mediterraneo e che scomparvero definitivamente solo nel 1830. Retto da una serie di sovrani che non favorirono un'effettiva coesione politica e nazionale, il Paese raggiunse una parvenza di autonomia nel 1711 quando Ahmed Karamanli fondò una dinastia che durò fino al 1835. Nel 1911, dopo una breve guerra, la Libia passò sotto la dominazione dell'Italia. Si proclamò Stato indipendente nel 1951: al trono salì re Idris, sovrano senusso della Cirenaica. Nel 1969, con un colpo di stato militare, l'anziano re fu deposto e al potere andò il colonnello Muammar Gheddafi, che ribattezzò il Paese "Jamahirija libico del popolo socialista" configurandolo sempre più come polo nevralgico di un panarabismo radicale.

LA POPOLAZIONE
La maggioranza della popolazione è arabo-berbera, discendente cioè dalla primitiva popolazione berbera linguisticamente arabizzata. Altri elementi etnici sono i Cologli (frutto di incroci tra donne indigene e giannizzeri turchi), gli Ebrei e gli Africani sub-sahariani. A sud, soprattutto nei dintorni di Ghat, risiedono vaste comunità di Tuareg. A causa della conformazione del territorio, la popolazione si concentra lungo il più ospitale litorale mediterraneo: nelle città della costa, soprattutto a Tripoli e Bengasi, risiede il 90% degli abitanti la metà dei quali ha meno di 15 anni. Considerando che la Libia ha un incremento annuo del 3-4%, la popolazione dovrebbe attualmente ammontare a circa 5.500.000 abitanti.

LA POLITICA
Le posizioni politiche del colonnello Gheddafi, se da un lato ottennero consensi, dall'altro suscitarono opposizione anche tra i regimi arabi. Attualmente la Libia cerca di uscire da una situazione di isolamento provocata dall'embargo ordinato dall'ONU dopo l'abbattimento di un aereo americano nei cieli di Lockerbie (1992). Nonostante questa situazione abbia provocato grossi problemi interni, Gheddafi gode nel Paese ancora di ampio favore, soprattutto fra i giovani. Nell'aprile 1999 l'embargo aereo imposto dagli Stati Uniti contro la Libia è stato revocato e ciò ha permesso una ripresa dei rapporti del Paese con i Paesi occidentali. Gheddafi, dal canto suo, cerca ora di cancellare l'immagine di un leader nazionalista e terrorista partendo anche da piccole cose: non più Colonnello, non più Rais (Capo) ma semplicemente al-Qaid, una Guida che vuole un Paese pacificato. Il futuro politico della Libia dipende dalla capacità che egli avrà di porre fine agli effetti delle sanzioni e di equilibrare il malcontento esistente sia tra i militari che nel mondo del lavoro.

RELIGIONE
Predominano in maniera assoluta i musulmani sunniti (97%) mentre i Berberi sono in parte hibaditi, appartenenti cioè a una setta musulmana eretica unico ramo sopravvissuto dell'eresia kharigita. Piccole comunità di cattolici, soprattutto nella capitale (50.000), minoranze esigue di copti, anglicani, unionisiti e protestanti.

COSTITUZIONE
La Libia è una Repubblica socialista popolare. Nel Paese vige un sistema di governo popolare diretto, istituito dopo la riforma costituzionale del 1977, i cui organismi culminano nel Congresso Generale del Popolo e in un Segretariato generale composto da 5 membri e presieduto dal Capo dello Stato che però, formalmente, non esiste. Gheddafi, che in precedenza ricoprì la carica di presidente, adottò poi il titolo di Capo della Rivoluzione; di fatto Gheddafi detiene le reali leve del potere da più di 25 anni.

L'ECONOMIA
L'attuale prosperità del Paese, poverissimo per secoli ma attualmente con il reddito pro-capite più alto dell'Africa, è legata alla scoperta nel dopoguerra, ad opera di compagnie petrolifere straniere, dei ricchi giacimenti di petrolio della Cirenaica e della Sirtica. Il petrolio rappresenta il 90% delle entrate statali e le riserve accertate ammontano a 180 miliardi di barili, il che significa che fino al 2085 la Libia potrà contare su una ricchezza petrolifera ininterrotta (ma alcuni ritengono che queste cifre siano sottostimate). All'industria petrolifera è legata la riorganizzazione portuale delle principali città costiere e dei porti mediterranei di Es Sidra, Ras Lanuf e Marsa Brega. Altre risorse estrattive sono quelle del sale e della soda nel Fezzan e soprattutto del gas metano, i cui giacimenti potrebbero durare per alcune generazioni. Primo partner commerciale della Libia è l'Italia verso cui converge il 41% delle esportazioni libiche. Improduttivo per il 94% del totale, il suolo libico produce orzo, frumento, agrumi, olivi, datteri, tabacco, uva, pomodori; l'allevamento è affidato essenzialmente ai nomadi. Vengono incoraggiate le industrie mentre il turismo, affidato ad Aicha Gheddafi, figlia del Presidente, è in costante crescita.

FESTIVITA'
Festività nazionali sono il 2 marzo (fondazione della Jamahiriya), 11 giugno (anniversario dell'evacuazione della base militare americana di Wheelus Field), 1 settembre (Giornata della Rivoluzione: a Tripoli, parate, bande musicali e compagnie folcloristiche) e 26 ottobre (Giornata del lutto: si ferma ogni attività, non funzionano i telefoni pubblici e i traghetti, chiudono le frontiere). In ottobre si tiene il Festival della raccolta dei datteri a Ghadames mentre a Capodanno festival tuareg a Ghat (30, 31 dicembre e 1 gennaio). Interessante è anche la Festa del Qasr che si tiene a Kabaw ad aprile. Vengono osservate tutte le festività islamiche quali il Capodanno, la vigilia e la fine del Ramadan, il Giorno della nascita del profeta Maometto. Esse seguono il calendario lunare islamico il che significa che cadono ogni anno in momenti diversi.

LE CITTA'


TRIPOLI
Chiamata Tarabulus in arabo e Oea nell'antichità, Tripoli è di fatto la capitale della Libia, anche se negli ultimi anni si è tentato di trasferire alcuni uffici governativi in altre zone del paese. L'antica 'bianca sposa del Mediterraneo' ha perso gran parte dell'originario splendore. Nell'architettura della città rimangono i segni del dominio ottomano e della colonizzazione italiana; mancano invece i cartelloni pubblicitari e le invadenti insegne tipici delle grandi città, perché banditi dalla rivoluzione di Gheddafi. L'edificio dominante di Tripoli è il Castello Rosso, Assai al-Hamra, sul promontorio settentrionale che un tempo dava sul Mediterraneo, dal quale ora è separato da un'autostrada e da 500 m di terra sottratta al mare. L'imponente struttura è formata da un labirinto di cortili, corridoi e case, costruiti nel corso dei secoli fino a estendersi per 13.000 mq. All'interno rimangono ben visibili i segni dei dominatori del passato: Turchi, Spagnoli, Cavalieri di Malta, Italiani e altri. Sulla Piazza Verde, di fianco al castello, si trova il Museo della Jamahiriya, una struttura realizzata con la consulenza dell'UNESCO e la cui costruzione ha avuto costi enormi. All'interno sono esposti, secondo una disposizione cronologica, opere e oggetti che ripercorrono la storia artistica e culturale della Libia, dalla preistoria alla rivoluzione. Il cuore di Tripoli corrisponde alla medina, dove si possono fare gli acquisti migliori di tutta la Libia.

BENGASI
Adagiata sull'estremità del Golfo della Sirte, Bengasi è la seconda città della Libia per numero di abitanti ed è un grande porto commerciale. Poco rimane della ricchezza passata, a causa dei pesanti bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, ai quali si è posto rimedio solamente negli ultimi anni con il denaro ricavato dall'esportazione del petrolio. Se manca il fascino della tradizione, non manca certo la bellezza della posizione sul golfo. Bengasi è la base ideale per visitare la regione delle Montagne Verdi e i siti archeologici romani della costa. I mercati coperti sono aperti tutti i giorni, ma raggiungono l'apice della vivacità il venerdì mattina, quando tutti gli abitanti sembrano convergere in un solo punto e si accalcano per gli acquisti. Nel bel mezzo di una rotonda, la tomba di Omar al-Mukhtar, l'eroe della resistenza, attrae un gran numero di passanti che si siedono ad osservare l'andirivieni.

GHADHAMES
A 650 km da Tripoli, verso sud est, sorge la cittadina-oasi di Ghadhames annoverata tra le più belle e importanti oasi di tutto il Sahara nei pressi del confine con la Tunisia e con l'Algeria. La sua bellezza deriva, oltre che dal florido palmeto che si insinua dentro all'abitato e a cui si devono i migliori datteri libici, alla peculiarità urbanistica della medina, la città vecchia, divisa in sette quartieri ancora racchiusi dalle antiche mura. L'importanza si connette invece alla storia ed alla posizione geografica. Già attivo insediamento romano, e prima ancora garamantico, divenne pian piano uno dei principali mercati, il maggiore per gli schiavi, e imprescindibile nodo carovaniero transahariano, prima oasi per quanti dovevano affrontare verso sud le infuocate sabbie del deserto e l'ultima per quanti puntavano ai porti del Mediterraneo. Famosa per la sua tipica architettura, la città si è guadagnata negli anni Cinquanta il soprannome di 'perla del deserto'. Un'antica leggenda narra che Ghadames nacque grazie alla scoperta della sorgente Ain El Fersa da parte dei cavalieri della tribù di Nemrod. Questi uomini, abili conoscitori di deserto, erano soliti fermarsi solo presso i rari punti d'acqua esistenti. Ma, un giorno, durante l'attraversata del deserto libico, mentre sostavano per far riposare i cavalli, una delle giumente colpì il suolo con lo zoccolo e ne scaturì una sorgente di acqua limpida e abbondante che venne chiamata Ain El Fersa, il pozzo della giumenta. Da allora sono passati più di cinquemila anni, anni che segnarono l'inizio della storia e dello sviluppo della città attorno alla sorgente.


CIRENE
Le origini di Cirene risalgono a un lontano passato. Secondo Erodoto, fu fondata nel VII secolo a.C. da coloni di Thera (Santorini) che, su consiglio dell'oracolo di Delfi, erano partiti alla ricerca di nuove terre per sfuggire ad una terribile siccità. La città legò il suo nome alla ninfa Cirene, presente qui - secondo la tradizione - in una fonte sacra che fu inglobata nel grande santuario di Apollo. Nel IV secolo la sua importanza nel Mediterraneo era tale da essere considerata alla pari di Atene e di Roma. La città è molto estesa, disposta su più terrazze e affianca edifici greci e romani. Seconda per importanza solamente a Leptis Magna, Cirene è una località imperdibile: è una delle città greche meglio conservate della Cirenaica, con templi, tombe, agorà, ginnasio e teatro costruiti sul modello di quelli di Delfi. Inoltre la posizione, su un precipizio che da sul mare, è davvero spettacolare.
La città antica è piuttosto estesa e gli scavi non sono ancora stati completati. Non è molto comune trovare un sito archeologico ancora immerso in un'atmosfera surreale; camminando qua e là si scoprono mosaici o statuette di valore inestimabile coperti da sterpaglie. Gran parte della città è stata riportata alla luce, senza però quelle eccessive opere di restauro che a volte tolgono il fascino alle rovine.

LEPTIS MAGNA
Leptis Magna è il miglior sito romano di tutto il Mediterraneo. La magnificenza e la spettacolarità degli antichi edifici conquisterà anche gli animi più tiepidi. Leptis Magna era in origine un porto fenicio, fondato durante il primo millennio a.C., la cui ricchezza dipendeva in gran parte dal commercio di schiavi, avorio, oro e altri metalli preziosi e anche dalla fertile terra circostante. In seguito alla terza guerra punica i Romani sostituirono i Cartaginesi e svilupparono ulteriormente la zona, finché nel 455 i Vandali non si comportarono come tali e distrussero quanto poterono. Nel 533 i Romani riacquistarono per pochi anni il dominio sulla città e si procedette a grandi opere di restauro; ma le tribù locali insorsero e la regione sprofondò in un'arretrata condizione di nomadismo berbero. Le invasioni arabe del 644 spazzarono via le ultime tracce della vita romana e nell'XI secolo Leptis Magna fu abbandonata alle sabbie del deserto. Gli scavi cominciarono solamente nel XX secolo e si scoprì che la sabbia aveva preservato la città dalla rovina. Di fianco all'ingresso principale del sito c'è un grande museo, ma il vero spettacolo è all'esterno. Per prima cosa vedrete l'Arco dei Severi, eretto nel 203, quando l'imperatore Settimio Severo tornò a visitare la sua città natale. Non lontano dall'arco, sorgono le Terme di Adriano, il più grande complesso del genere al di fuori di Roma, rivestito di lastre di marmo e di granito. Continuando a esplorare troverete il nymphaeum, in parte coperto, una sorta di reliquiario dedicato al culto delle ninfe. I due grandi fori sono paragonabili per estensione e per magnificenza ai fori imperiali di Roma; splendidi anche la basilica, ricca di decorazioni, e il teatro. Proseguendo sul lungomare per circa 700 m, si arriva allo stadio e all'anfiteatro, dove si tenevano spettacoli di vario genere.


"ORGANIZZAZIONE TECNICA SPECIAL REQUEST TRAVEL" Licenza d'esercizio prov.VI N.20854

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